giovedì 11 giugno 2026

La proteina che fa le fossette con il colesterolo

Nella preistorica foto qui accanto compio un anno. Davanti a me c'è una torta di compleanno, e sul mio viso si vedono già delle caratteristiche che mi accompagneranno per il resto della vita: le fossette. Non posso dire di averle conquistate con il duro lavoro. Mi sono semplicemente capitate in dotazione insieme a tutto il resto. Non immaginavo che molti anni dopo, dopo una carriera nella biofisica computazionale e parecchi milioni di ore di CPU consumate, mi sarei ritrovato a scrivere un post che parla ancora di fossette. Eppure eccomi qui. Perché il lavoro che abbiamo appena pubblicato sul recettore sigma-1, una proteina tanto affascinante quanto difficile da inquadrare, ci ha portati a osservare qualcosa che assomiglia sorprendentemente a una fossetta. Non sul volto di una persona, naturalmente, ma sulla superficie di una membrana biologica. Ma forse sto correndo troppo. Prima dobbiamo fare la conoscenza del protagonista della storia. C'è una categoria di proteine che mi è sempre stata simpatica. Non perché siano semplici da studiare. Anzi, spesso è vero il contrario. Mi piacciono perché sembrano sfuggire continuamente alle classificazioni troppo rigide. Una di queste è il recettore sigma-1. Per anni nessuno ha capito bene cosa fosse. Recettore? Chaperone? Sensore? Regolatore? Un po' di tutto questo e forse qualcos'altro ancora. A proposito: un chaperone, in biologia, non è altro che una specie di accompagnatore molecolare. Il termine deriva dal francese chaperon, che indicava la dama di compagnia incaricata di sorvegliare le giovani ragazze nelle occasioni sociali, evitando incontri troppo avventurosi. Le proteine chaperone fanno qualcosa di sorprendentemente simile: impediscono ad altre proteine di prendere cattive decisioni, aggregarsi quando non dovrebbero, piegarsi nel modo sbagliato o finire nei posti sbagliati. Una sorta di genitore molecolare particolarmente apprensivo. Il recettore sigma-1, però, non si lascia definire così facilmente.