giovedì 11 luglio 2024

Trotterellando parte 2 - Genova, Bari e Lisbona

Questa seconda fase del tour di quest'anno è stato dedicato a tre mete che avevano obiettivi diversi, ma comunque importanti. Tolgo subito la tappa centrale, perché è più personale: sono stato nella mia città natale per liberare il mio appartamento. Per quanto sia stata un'esperienza faticosa sia sul piano fisico che emotivo, il decluttering (così si dice) è stato anche un momento di riflessione su quanto sto cercando di portare avanti sul piano delle ricerche e su quello didattico. I due piani restano per me profondamente interconnessi perché la didattica senza ricerca perde un po' il polso rispetto agli argomenti di punta, rischia di perdere di attualità. E' anche vero però che la ricerca può beneficiare molto dell'apporto della didattica, perché la didattica ti costringe spesso a semplificare all'osso i concetti, oltre a darti la possibilità di confrontarti con generazioni più giovani che hanno una percezione della realtà molto più al passo con i tempi. Tolta di mezzo questa tappa personale di riflessione, però, restano due tappe su queste due linee intrecciate. Genova è stata la sede del 27esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Biofisica Pura e Applicata. La cornice era davvero stupenda, nello splendido Palazzo della Borsa di Genova, un gioiello in stile liberty situato nel cuore della città. Città che mi ha proprio ricordato la biofisica, nel suo essere complicata e affascinante al tempo stesso. Ci sono strade che sembrano in salita e sono in discesa, e viceversa, tratti pianeggianti che all'improvviso si aprono su balconate o ponti per cui ti accorgi che c'è un altro pezzo di città sotto, oppure sopra. Insomma ci si perde, ma è un bel perdersi, un po' come in biofisica.

martedì 11 giugno 2024

Trotterellando per Trieste, il Canada e la Lituania

Scrivo questo post mentre all'aeroporto di Bergamo aspetto il bus che mi riporterà a Trento, dopo tre tappe di un tour estivo che mi è praticamente piombato addosso senza quasi che io me ne accorgessi. Viaggiare mi è sempre piaciuto, grazie alla spinta di una curiosità talmente forte da riuscire a vincere qualunque tipo di ansia, anche se poi l'ansia mi accompagna sempre e comunque. Viaggiare per lavoro è diventato poi una specie di sport che mi appassiona, mi motiva e mi stanca, ma a cui non riesco a dire di no. Questa volta però ho viaggiato non tanto per presentare progetti di ricerca, quanto per costruire ponti: si tratta di viaggi che non hanno nulla a che fare con il nuovo incarico da direttore di dipartimento, li avrei fatti a prescindere, ma hanno assunto una connotazione particolare proprio perché l'incarico è talmente totalizzante che il dipartimento me lo sono portato dietro. Ho quindi viaggiato su tre livelli: uno personale, con la sensazione di scoperta che accompagna ogni viaggio, uno con l'attività di ricerca del mio gruppo in biofisica computazionale e uno caratterizzato dallo sguardo ampio delle possibilità per il dipartimento che rappresento.

sabato 11 maggio 2024

Fisica: sostantivo singolare (poco) femminile. Ma Biofisica?

Scrivo questo pezzo dopo un incontro che ho trovato molto stimolante, tenutosi qui a Trento presso la sala messa a disposizione dalla Fondazione Caritro. Scrivo qui perché da quando ho accettato la sfida, l'onore e soprattutto la responsabilità di dirigere un intero Dipartimento di Fisica, cerco sempre di mantenere un profilo piuttosto basso agli incontri ai quali devo presenziare o semplicemente partecipo per mio interesse, a meno che non mi sia chiesto esplicitamente di intervenire. Non mi riesce particolarmente difficile, anzi: in qualche modo è un bel tuffo nel passato, a quei primi 16 anni della mia vita in cui ascoltavo molto, riflettevo anche di più, ma parlavo poco o niente, dicendo sì e no soltanto quando mi interrogavano e annuendo ancora meno. Un po' come una mia petite madeleine dei libri di Proust, quel ricordo involontario evocato da un particolare odore, come quello delle piccole madeleine appena sfornate. E' con questo spirito proustiano che ho partecipato a questo incontro, volontariamente intenzionato a non parlare per nulla e ad ascoltare. Si trattava di un confronto tra donne con un solo uomo che però aveva partecipato a un interessante "bilancio di genere" per conto della Società Italiana di Fisica. L'organizzazione era in capo ad alcune studentesse dell'Associazione Italiana Studenti di Fisica, con la collaborazione del Dipartimento di Fisica e della Fondazione Caritro. Tema? La scienza non ha genere.

giovedì 11 aprile 2024

Biofisica oggi: cos'è, cosa fa?

Lo spunto per la riflessione di questo mese è il cosiddetto Open Day della Laurea Magistrale in Fisica, organizzato dal Dipartimento che da qualche mese ho l'onore di dirigere. Si tratta di una giornata dedicata alla presentazione del percorso generale della nostra laurea magistrale e anche ai possibili piani di studio, uno dei quali riguarda la biofisica. Fino all'anno scorso ero io stesso a occuparmi della presentazione generale: quest'anno invece l'organizzazione è stata affidata al nuovo coordinatore delle attività didattiche del Dipartimento e quindi, in qualità di referente per il percorso in Biofisica, mi è stato chiesto di preparare una presentazione su questo percorso, su quali siano le tematiche di cui si occupa e, soprattutto, di quali siano le possibilità occupazionali di un percorso nell'ambito della biofisica. Queste domande erano state poste dagli studenti per tutti i vari percorsi in cui si articola la nostra laurea magistrale, per cui ho dovuto riflettere raccogliendo qualche spunto qua e là. In particolare, ho fatto riferimento al sito della Biophysical Society americana, che ha una sezione dedicata al materiale educativo: il corrispettivo europeo (EBSA) al momento non ne ha, ma ha una struttura particolare, essendo in sostanza una federazione di varie società nazionali. Il sito della nostra società italiana di biofisica pura e applicata (SIBPA) riporta invece un link a un canale youtube che pure presenta informazioni interessanti, un tentativo incoraggiante: non sempre in Italia siamo il fanalino di coda... sicuramente non lo siamo in biofisica!

lunedì 11 marzo 2024

Capire la cellula: il futuro della biologia strutturale

Questo post è il risultato di due coincidenze: la recente pubblicazione di un articolo di rassegna sulla rivista "Cell" con questo titolo molto accattivante e la nuova avventura didattica che sto per intraprendere. Marzo coincide infatti con la cosiddetta "programmazione didattica", ovvero il momento in cui l'intero dipartimento decide chi terrà quali corsi. Con il mio nuovo incarico da direttore sarebbe risultato un po' complicato proseguire con il mio corso di Fisica Medica per gli studenti e le studentesse del corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Allo stesso tempo, il pensionamento di un mio collega lascerebbe scoperto il corso di Fisica per gli studenti e le studentesse del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Biomolecolari. Di fronte a questo doppio invito del destino, mi sono detto che era ora di rendere ancora più concreta questa mia (insana?) passione per la biologia, provando per la prima volta ad insegnare la fisica agli studenti e alle studentesse di un corso di laurea che fa parte della classe di Biotecnologie. L'obiettivo? Convincerne una parte ad affrontare le nuove sfide della biologia quantitativa: per poterlo fare, ci vuole in effetti qualcuno che abbia una sensibilità verso la nuova biologia strutturale, che porti avanti una visione in cui la fisica non è più un ostacolo sulla via della laurea, ma un aiuto prezioso per poter comprendere la direzione in cui la biologia strutturale sta andando. E qual è questa direzione? Provo a raccontarlo qui, facendo un riassunto molto semplificato dell'articolo che invito comunque a leggere.

domenica 11 febbraio 2024

Perché Bressanone è Bressanone!

Sì, esatto, proprio nella settimana in cui l'intera Italia è bloccata su Sanremo, un bel pezzo della comunità italiana che si occupa di fisica delle biomolecole si ritrova a Bressanone, per il Workshop sulla "Fisica delle Biomolecole: struttura, funzione e dinamica". E, come ho risposto all'invito degli organizzatori, non potevo mancare: perché Bressanone è Bressanone! Ne avevo già parlato qui sul blog, in occasione di altre edizioni: si tratta di una conferenza che si tiene ogni due anni, organizzata da due miei amici dei tempi del dottorato, Guido Tiana dell'Università di Milano e Antonio Trovato dell'Università di Padova. Era nato nel 2010 come un ritrovo tra persone che si conoscevano e i loro collaboratori sparsi, con l'obiettivo di riuscire a fare "massa critica", a creare una rete di collaborazioni per studiare la fisica delle proteine coniugando i modelli dei fisici teorici e gli esperimenti dei biofisici, dei biologi e dei biochimici. Un settore quindi intrinsecamente interdisciplinare, in cui il problema principale, come sempre, è trovare un linguaggio comune. Siamo giunti all'ottava edizione di questo che per me è un po' un festival, anche perché cade spesso in coincidenza con il più famoso festival canoro. Quest'anno, dall'Università di Trento, siamo andati praticamente in squadra. E, come si può vedere dalla foto qui a lato, naturalmente ero il più anziano: ma va bene così, anche perché mi sono davvero divertito con i ragazzi e le ragazze del nostro laboratorio allargato, ma soprattutto ho imparato tanto dal confronto con i loro punti di vista. E io, finché c'è da imparare, mi sento vivo e addirittura anche un po' (più) giovane!

giovedì 11 gennaio 2024

Le sfide del 2024

Quello che è appena iniziato non è un anno: è un'entusiasmante sfida, quasi a voler esorcizzare il fatto che il compleanno appena passato abbia segnato una cifra tonda che costituisce uno spartiacque in cui davvero nessuno potrà più dirmi "sei ancora giovane". Perché fisicamente non lo sono. Ma Rita Levi Montalcini diceva "Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente." E quindi il corpo ormai si è beccato la presbiopia e una serie di stanchezze di cui qualche anno fa non conosceva neanche l'esistenza, ma la mente accoglie le sfide con il coraggio e anche la sfrontatezza di due 25enni, uno magari un po' più serio, ma l'altro perennemente in vena di divertirsi e far divertire, in una combinazione che fa sì che io mi diverta lavorando, e lavori divertendomi. Anche quando le cose si mettono male, o forse proprio quando le cose si mettono male: l'ironia per me è sempre un'ancora di salvezza.